Gatto randagio rimane intrappolato nel coperchio della spazzatura. Il pronto intervento gli salva la vita!

Gatto randagio rimane intrappolato nel coperchio della spazzatura. Il pronto intervento gli salva la vita!

Un grido straziante, proveniente da chissà dove, echeggiava nell’aria lasciando perplessi quanti lo sentivano. Era impossibile ignorarlo. Quel suono penetrante ha attirato l’attenzione di un corriere di Belfast che, pur di aiutare un gatto randagio in estrema difficoltà, ha sacrificato i suoi turni di consegna. Lasciando il suo furgone parcheggiato dietro un supermercato, si è avvicinato al frastuono proveniente dai bidoni della spazzatura. Immaginava che un micio affamato fosse rimasto intrappolato tra i sacchi, incapace di uscirne da solo. Ma le condizioni in cui ha trovato il piccolo felino hanno superato ogni sua aspettativa.

Due giovani prestano soccorso al gatto randagio

Il fattorino, grazie all’assistenza di un operaio giovane, si è dedicato all’operazione di svuotamento del cassonetto. In un impeto di intraprendenza, l’operaio si è addentrato all’interno del contenitore alla ricerca del gatto perduto. La scena che si è palesata davanti ai loro occhi li ha lasciati letteralmente immobili: incredulità e sgomento si sono impossessati di loro quando hanno notato la testa del micio stretta nella stretta apertura del rigagnolo del cassonetto. Ma ancor più shockati sono rimasti quando si sono abbassati per gettare uno sguardo dal basso e hanno intravisto il viso sofferente del felino, che aveva la lingua penzolante fuori dalla bocca in segno di dolore.

Il salvataggio in extremis

Spinto dalla necessità di trovare un’uscita, il cucciolo si è trovato intrappolato, con una crudele tenaglia che gli stringeva il collo. Il ragazzo, animato da un forte desiderio di aiutarlo, ha tentato invano di liberarlo, ma ogni soluzione sembrava portare a un rischio ancora maggiore. In un istante di genialità, ha deciso di tornare con degli stracci e una sega circolare. Con abilità e precisione, ha tagliato la parte inferiore del contenitore che fungeva da prigione, donando così al cucciolo una seconda possibilità di vita che altrimenti gli sarebbe sfuggita.

La situazione non era ancora risolta. Il povero gatto si dimenava, ma il cerchio di plastica continuava a stringergli il collo. Con l’uso di tronchesi e l’aiuto prezioso di altri operatori, il tenebroso collare di plastica venne aperto pezzo per pezzo. Finalmente, il gatto ritrovò la sua libertà tanto desiderata. Appena realizzò di non essere più prigioniero, scattò via a una velocità incredibile nel parcheggio, dirigendosi verso una comunità di suoi simili che viveva in quel luogo.

Il piccolo felino è indubbiamente stato esposto a un certo grado di stress, tuttavia sembrava aver superato l’esperienza senza conseguenze negative evidenti. Speriamo che abbia ritrovato rifugio presso sua madre felina, riconoscente oltre misura verso le persone che, nonostante le loro attività interrotte, si sono adoperate per salvarlo da una situazione complicata in cui si era ritrovato coinvolto.